pipe band scozzese, banda di cornamuse

Chiunque decida di intraprendere lo studio di uno strumento musicale, come del resto chiunque intraprenda qualunque nuova attività, è naturalmente portato a porsi un'infinità di quesiti.

Spesso, purtroppo, non ricevendo risposte univoche, questi dubbi possono anche arrivare a farlo desistere dalla lodevole iniziativa.  

Avendo alle spalle più di vent'anni di esperienza didattica con allievi di ogni età, per intenderci dai 5 ai 70 anni, conosco molto bene gli interrogativi che passano per la mente di un neofita o in quella dei genitori dello stesso, nel caso fosse minorenne. Per non parlare del fatto che anche io sono stato un neofita in vari stadi della mia vita, da quando iniziai a suonare la batteria da piccolo a quando intrapresi lo studio delle percussioni classiche quando avevo circa 16 anni fino alla scelta delle cornamuse, ormai venticinquenne!  

In questa pagina cercherò quindi di rispondere almeno agli interrogativi principali, che riguardano un po' tutti, ma nel caso abbiate ulteriori dubbi vi invito a non farvi problemi a contattarmi. Farò del mio meglio per rispondere a qualunque interrogativo, non importa quanto banale possa sembrarvi. Ricordatevi, non esistono domande stupide, solo le risposte possono esserlo, almeno a volte (ma non le mie... eh eh eh)!

CHI PUÒ INIZIARE A SUONARE LE PERCUSSIONI O UNA CORNAMUSA?

Semplice, più o meno tutti quanti siano dotati di una bocca, due mani e nel caso delle cornamuse di un apparato respiratorio, senza distinzione di età o sesso. In Scozia è normalissimo imbattersi in bambini che suonano la cornamusa o le percussioni, spesso anche meglio di tanti adulti. Esistono anche bande riservate ai minorenni, così come è normale vedere donne e anziani all'interno di bande. Esiste un po' il falso mito che le cornamuse siano strumenti decisamente faticosi. In realtà dipende molto dalla corretta tecnica di respirazione e da cosa si vuole ottenere dallo strumento, nel senso che se si decide di usare ance molto dure allora sì che si fa fatica, ma la cosa non è assolutamente obbligatoria.

Inoltre va precisato che il Baghèt richiede un impegno fisico decisamente inferiore rispetto alla cornamusa scozzese, dal momento che usa ance più leggere, quindi se temete l'eventuale sforzo fisico potete sempre indirizzarvi su questo strumento piuttosto che sulla cornamusa scozzese. Mi permetto di darvi un unico consiglio, tanto per non correre il rischio di venire accusato di causare potenziali danni: se soffrite di malattie cardiovascolari e volete suonare una cornamusa, oppure di dolori cervicali o lombari e volete suonare le percussioni (che bene o male vanno portate sulle spalle) quantomeno consultate uno specialista, prima di buttarvi nell'impresa. Con la salute non si scherza ed è meglio una precauzione in più che una in meno! 

A CHE ETÀ È MEGLIO INIZIARE?

Come ho detto sopra non c'è un'età specifica, tutti possono iniziare a suonare. Come ogni cosa però prima si inizia e meglio è, per cui direi che chi può iniziare da piccolo è avvantaggiato. Data la natura degli strumenti direi però nemmeno troppo presto, 6-7 anni sono l'età ideale. Solo un piccolo appunto: come facilmente intuibile, chi inizia in tarda età difficilmente può raggiungere livelli professionali. Questo non vuol dire però assolutamente che non vale comunque la pena iniziare, si può benissimo suonare solo per diletto, anzi! Tra l'altro con il dovuto impegno si può raggiungere un livello più che decente anche iniziando tardi. Insomma, un adulto che inizia a suonare a 50 anni molto difficilmente potrà raggiungere il livello di chi inizia a 6 anni, per quanto possa impegnarsi, ma può comunque arrivare a suonare bene anche se non da professionista. Basta solo essere consapevoli della cosa e non aspettarsi dall'insegnante o da se stessi miracoli che non si possono fare. 

COME TROVO UN BUON INSEGNANTE?

Semplicissimo, scegliete me... A parte gli scherzi, purtroppo nell'ambiente della musica scozzese italiana ci sono in giro un bel po' di venditori di fumo e di autoproclamatisi esperti in materia. Il problema è molto serio, perché un cattivo insegnante non solo non insegna a suonare bene, il che tutto sommato sarebbe il danno minore. Una persona senza adeguata preparazione può non essere in grado di vedere e correggere difetti di impostazione dell'allievo che alla lunga possono portare ad avere problemi di salute anche abbastanza seri, e questo ovviamente è un problema da non sottovalutare! 

A questo punto bisogna fare alcune distinzioni, in base allo strumento. Per quanto riguarda la cornamusa scozzese, scegliete solo insegnanti che abbiamo sostenuto esami in Scozia, conseguendo almeno un certificato SCQF Level 5 Piping (Scottish Credit and Qualifications Framework, il sistema scozzese per tutti i livelli di qualificazione in qualunque ambito). Se poi magari l'insegnante ha anche studiato in Scozia per almeno un anno tanto meglio, perché credetemi, basandomi sulla mia esperienza personale c'è un'enorme differenza nella qualità dell'esecuzione tra chi ha studiato solo con insegnanti italiani, per quanto bravi, e chi invece si è immerso a lungo nella cultura musicale scozzese, molto diversa da quella italiana. Solo basandovi su questi parametri avrete la prova di aver davanti qualcuno che ha dimostrato a gente competente cosa sa fare sullo strumento.

Per essere completamente onesti, c'è da dire che in parte questo sistema di esami in Italia viene troppo spesso sopravvalutato. Secondo qualcuno, se una persona non ha sostenuto gli esami specifici per l'insegnamento, non ha diritto di insegnare in nessuna parte del mondo, come se fosse un pezzo di carta a fare di te un buon insegnante, e non l'esperienza didattica e la conoscenza della musica e dello strumento.

In Scozia non funziona affatto così: la stragrande maggioranza degli insegnanti nelle varie bande e anche buona parte degli insegnanti nelle più prestigiose scuole non ha mai fatto nessuno di questi esami, nemmeno quelli per strumento e tantomeno quelli per l'insegnamento. Tra l'altro e parlando per esperienza diretta, c'è anche chi ha in mano questo "pezzo di carta" ma non è poi 'sto granché come insegnante...

Inoltre, se si va a vedere il programma d'esame per i certificati relativi all'insegnamento, si scopre che per poter dare gli esami devi dimostrare di aver già insegnato con successo ad allievi di vario livello. In pratica, questi certificati non servono, come qualcuno vorrebbe far credere, a "darti il permesso" di insegnare la cornamusa: servono invece a dichiarare che sei stato giudicato capace di insegnare, cosa che si impara solamente insegnando. Insomma, è un po' come per il Performer's Certificate: non serve averlo per suonare a un determitato standard esecutivo, ma se ce l'hai vuol dire che hai dimostrato a qualcuno che sai suonare a quello standard, niente di più e niente di meno. 

Attenzione però, con tutto ciò non voglio contraddire quanto ho detto sopra, semplicemente la situazione italiana è ben diversa da quella scozzese! Lassù hanno sicuramente altri parametri per giudicare se un insegnante è valido o meno, come ad esempio la conclamata capacità esecutiva accertata da decenni di competizioni e la riconosciuta abilità didattica.

Per farvi capire meglio: il sistema degli esami è storia relativamente recente, si sta parlando degli ultimissimi decenni. I più grandi didatti della cornamusa, quelli che hanno cambiato la storia dello strumento, appartengono tutti a un'epoca antecedente, e mai e poi mai si sarebbero sognati di aver bisogno di un certificato per poter insegnare... Semplicemente erano bravi e trasmettevano le loro conoscenze agli allievi, com'è nella natura delle cose e senza tanti fronzoli. 

Del resto è quanto accade anche in Italia con molti strumenti, specie i più tradizionali oppure i piùmoderni, che non hanno corsi di formazione riconosciuti dallo Stato ma che non per questo difettano di insegnanti validi. Inoltre c'è da considerare un'altra cosa: in Scozia, a differenza che in Italia, di certo non hanno certi "venditori di fumo" che si spacciano per esperti di cornamusa senza esserlo: dal momento che questo strumento fa parte della cultura del paese, simili personaggi verrebbero immediatamente messi a tacere. In Italia purtroppo la situazione è quella che è, quindi come dicevo meglio affidarsi a chi ha dimostrato a degli scozzesi cosa sa fare, per evitare fregature. 

Comunque un Level 5 va bene per i principianti assoluti, per un allievo più avanzato è meglio puntare a livelli più alti, dal sesto in su. Allo stesso modo, per le percussioni accertatevi di avere davanti gente che ha studiato almeno per un po' di tempo (due lezioni non bastano... ma nemmeno dieci!) con insegnanti scozzesi, anche se non ha conseguito certificati, materiale umano che in Italia purtroppo manca del tutto. Anche qui troppo spesso si vedono insegnanti, specie di tamburo, che vengono da generi completamenti differenti dalla musica scozzese e non conoscono nemmeno le basi del pipe band drumming. Come ho detto nella sezione apposita, il tamburo scozzese ha un'impostazione e una tecnica esecutiva tutte sue, che non hanno nulla in comune col tamburo classico, rock, jazz, da marching band e via dicendo.

Per suonare correttamente in una pipe band servono quindi insegnanti che provengono dall'ambiente scozzese, niente di più e niente di meno!  Soprattutto, e questo vale per tutti gli strumenti, ricordatevi che non importa da quanti anni uno suona, questo non fa di lui automaticamente un grande esperto. È molto più importante vedere con chi e quanto ha studiato. Insomma, è un po' come con la guida. Non basta avere la patente da 50 anni per fare di te un pilota di Formula 1. Se in tutto questo tempo hai guidato solo per 4 km al giorno nel tragitto casa-lavoro non puoi essere poi così in gamba. Allo stesso modo NON FIDATEVI MAI di chi promette miracoli, del tipo "con me imparerete a suonare un brano intero in due lezioni".

Come ogni cosa, anche l'apprendimento della musica richiede i suoi tempi, e se un insegnante si concentra sul far imparare in fretta un brano all'allievo vuol dire solo una cosa, cioè che sta ignorando completamente l'impostazione sullo strumento, gettando così le basi dei problemi di salute di cui ho parlato sopra. Decidete voi, preferite imparare in fretta un brano oppure evitare problemi di salute? Questo non vuol dire che per arrivare al primo brano servono ere geologiche, ci mancherebbe, semplicemente ogni cosa ha bisogno dei suoi tempi per essere fatta decentemente. Un buon insegnante sa bilanciare le esigenze dettate da una corretta impostazione con la "fretta" dell'allievo nel voler imparare il primo brano, però anche l'allievo deve capire che ci vuole un po' di pazienza per fare le cose un po' in sistema.  

Lasciando poi da parte gli strumenti scozzesi per concentrarci sul Baghèt, qui la scelta dell'insegnante è un po' più ardua, dal momento che non esistono attestati né tantomeno titoli accademici che possano testimoniare la bravura di un determinato insegnante. Per dirla tutta non esiste (e non è nemmeno mai esistita) una scuola vera e propria per questo strumento, anche se in tempi recenti io e altri musicisti stiamo tentando di crearla. Tuttavia, con alcuni accorgimenti non è comunque impossibile fare un minimo di cernita tra chi può essere un valido didatta e chi invece è meglio lasciar perdere.

Prima di tutto vi consiglio di lasciar perdere i musicisti improvvisati, che hanno imparato da soli senza nessun insegnante. In questo caso il rischio di imparare male o di subire danni alla salute è davvero troppo alto. L'ideale è trovare un insegnante che abbia almeno una cultura musicale da professionista, meglio se in possesso di un diploma di conservatorio in qualunque strumento, che ne testimoni la serietà di approccio alla musica e alla didattica strumentale. Se poi l'insegnante in questione ha esperienza anche con altre cornamuse, dalla scozzese alla uilleann pipes irlandese fino alla gaita galiziana, alla musette francese o altro tanto meglio, sarà una prova in più delle sue competenze musicali con strumenti di questo genere.  

DEVO NECESSARIAMENTE TROVARE UN INSEGNANTE OPPURE POSSO IMPARARE DA SOLO/A?

Rispondo con un paio di domande: se un cattivo insegnante, come abbiamo visto, può portare l'allievo ad avere problemi di salute, cosa può succedere se l'insegnante proprio non c'è? Quante probabilità ha un autodidatta di riuscire a evitare problemi di impostazione senza che nessuno gli dica come fare? Sicuramente la teoria musicale e il solfeggio possono essere imparati anche da soli, con molto impegno e magari seguendo lezioni su YouTube. Anche in questo caso il rischio di imparare qualcosa di sbagliato c'è sempre, senza un insegnante a correggere, ma almeno non si farebbe male nessuno, al massimo si fa solo molta più fatica.

Per quanto riguarda la tecnica strumentale invece è tutto un altro discorso, ci si può fare del male e qui non si scherza, come ho già detto ma anche come non mi stancherò mai di ripetere.  Comunque anche senza arrivare agli estremi, è molto più facile e rapido imparare quando si ha qualcuno che ti insegna il modo corretto di fare le cose e che si accorge se prendi dei difetti, piuttosto che aspettando di accorgersi da soli dei problemi. Molte cose infatti non possono essere eseguite senza la corretta impostazione, e per esperienza spesso chi pensava di risparmiare imparando da solo si è poi ritrovato a spendere il doppio, e a fare il doppio della fatica, frequentando lezioni con un insegnante per riuscire a ottenere determinati risultati.

Questo semplicemente perché se si parte da subito con un insegnante, lui può correggere alla prima avvisaglia di problemi e si impara direttamente il modo giusto di fare le cose. Ma se si impara da soli in modo sbagliato poi al momento di imparare seriamente l'insegnante dovrà passare un bel po' di tempo nel cercare di togliere difetti acquisiti magari in anni di pratica scorretta, con conseguente spreco di tempo e soldi. Senza contare che anche per l'allievo la cosa si fa molto più complessa e faticosa, perché quando si impara un movimento nuovo serve un po' di concentrazione per controllare che lo stesso venga eseguito correttamente ma nulla di più. Quando si cerca di correggere un difetto acquisito da tempo invece la concentrazione deve essere doppia, per assicurarsi che il movimento venga eseguito nel "nuovo modo", corretto, e non nel vecchio, sbagliato. 

È MOLTO DIFFICILE IMPARARE A SUONARE? SI FA MENO FATICA A IMPARARE IL TAMBURO, IL BAGHET O LA CORNAMUSA?

La risposta alla prima domanda è semplice, imparare a suonare non è più difficile che imparare una qualunque attività che richieda un minimo di impegno. Certamente, mettete in conto fin da subito che per vedere i primi risultati un po' seri servono almeno 2-3 anni, ma potrebbero essere anche di più, in base a quanto tempo riuscite a dedicare allo studio.

Riguardo la seconda domanda, un po' più complessa, tanto per cominciare vedete che parlo solo di tamburo e non di percussioni. 

Questo perché il tamburo, tra le percussioni di una pipe band, è decisamente lo strumento più complesso e l'unico che può essere paragonato a una cornamusa come grado di difficoltà. In secondo luogo permettetemi di mancare un po' di modestia. Essendo a quanto ne so l'unico italiano a suonare entrambi gli strumenti a un buon livello credo anche di essere l'unico a poter rispondere correttamente a questa domanda. Diciamo quindi che entrambi gli strumenti sono piuttosto complessi e richiedono un buon impegno per raggiungere alti livelli. Forse, ma solo forse, è più rapido raggiungere un livello sufficiente a suonare in una delle bande italiane con il tamburo, ma questo solo perché il livello delle percussioni italiane è purtroppo al momento piuttosto basso (non me ne vogliano i colleghi percussionisti, che immagino coscienti della situazione), malgrado gli sforzi che si stanno compiendo un po' ovunque per alzarlo. Comunque è solo questione di tempo, il livello lentamente si sta alzando e se iniziate a suonare adesso è facile che al momento di entrare in banda vi si chieda un livello più alto dello standard attuale.

Riguardo il Baghèt invece, molto probabilmente può essere considerato lo strumento più facile tra i tre, dal momento che non richiede la complessità tecnica né del tamburo scozzese né tantomeno della cornamusa. Attenzione però, questo non vuol dire che si impara in un attimo e senza il minimo sforzo, come ogni strumento richiede comunque anni di studio e pratica, non fosse altro che per imparare la musica. Semplicemente è il meno complesso tra i tre strumenti, ma è pur sempre uno strumento musicale, con tutto quanto ne consegue!

NON CONOSCO LA MUSICA, È UN PROBLEMA SE VOGLIO IMPARARE A SUONARE LE PERCUSSIONI O UNA CORNAMUSA?

Assolutamente e categoricamente NO, non è per nulla un problema, le lezioni servono anche per quello e io indico i titoli dei metodi oppure fornisco tutto il materiale didattico che serve all'allievo, ritagliando il programma di studi in base alle sue esigenze, come credo ogni buon insegnante faccia. Apprendere a suonare uno strumento è un percorso molto personale, e l'esperienza mi ha insegnato che è del tutto inutile cercare di seguire un programma standard. Certamente alcune cose sono uguali per tutti, soprattutto all'inizio, e bisogna sempre avere in mente una linea didattica. Penso però che un buon insegnante debba assolutamente avere l'elasticità mentale che gli permetta di comprendere le difficoltà dell'allievo, che non sono mai uguali tra una persona e l'altra, e di riuscire a porvi rimedio trovando la metodologia didattica più adatta all'individuo. Per questo motivo quando serve scrivo anche esercizi ritagliati sulla personalità e sulle esigenze dell'allievo, tenendo sempre ben presente che siamo esseri umani e non macchine, e come tali ognuno di noi ha propri tempi e proprie esigenze di apprendimento. 

QUANTO COSTA COMPRARE UNO STRUMENTO? DEVO PRENDERE TUTTO SUBITO?

Inizio col rispondere alla seconda domanda. Non serve assolutamente prendere tutto subito, anzi! Chi inizia a suonare la cornamusa scozzese o il Baghèt non parte direttamente dallo strumento completo, bensì dal Practice Chanter, una specie di flauto che serve all'inizio per apprendere le basi della tecnica strumentale e che in seguito verrà sempre usato ogni volta che ci sarà da imparare un nuovo brano. Il costo di un Practice Chanter di qualità decente, senza puntare ai più cari, si aggira tra i €60-90 sia per la cornamusa scozzese che per il Baghèt, in base al modello scelto, e questa sarà tutta la spesa per i primi tempi.

Quanto durino poi i primi tempi dipende solo dall'allievo, soprattutto dal tempo che ha a disposizione per studiare, dalla sua predisposizione allo strumento e dal fatto che conosca già o meno la musica. In ogni caso volendo proprio fare una media si può parlare di un minimo di pochi mesi fino a un massimo di un paio d'anni, per i casi più difficili. Al momento di comprare una cornamusa la spesa sarà ovviamente maggiore. Un Baghèt può costare tra i €600 e i €2.000, in base al legno scelto, mentre ci vogliono tra i €1.000 e i €1.500 per una cornamusa scozzese in legno, sempre in base al modello scelto e guardando a prodotti di fascia intermedia. Per una cornamusa di fascia alta infatti si possono spendere anche fino a €8.000-10.000, ma in genere solo i grandi solisti arrivano a spendere così tanto. Per chi vuole spendere un po' meno invece ci sono anche le cornamuse in materiale plastico (polypenco, acetyl o delrin), che spesso non suonano nemmeno così male, tutt'altro! Uno strumento di questo tipo costa di base intorno ai €650, ma i modelli più evoluti toccano i €1.400, quanto una cornamusa in legno. 

Per quanto riguarda le percussioni, anche qui si inizia a suonare sul Practice Pad, un tamburo da studio composto da una tavoletta di legno al quale viene incollato uno strato di gomma che permette il rimbalzo delle bacchette. Il costo di un Practice Pad medio si aggira tra i €35 e i €60. Per dirla tutta c'è anche chi cerca di ingegnarsi a costruirselo da solo, ma per esperienza è molto meglio comprarne uno di buona qualità perché è molto difficile riuscire a ottenere il rimbalzo adeguato con un Pad fai da te, col risultato di rischiare di danneggiarsi le mani. Al costo del Pad va poi aggiunto quello di un paio di bacchette o di battenti specifici per ogni singolo strumento, circa €20 per il tamburo, €35-60 per il Tenor Drum e €50-60 per il Bass Drum.

Il costo inferiore delle bacchette da tamburo rispetto ai battenti di Tenor e Bass non deve trarre in inganno: alla fine le spese più o meno si equivalgono, perché le bacchette da tamburo vanno cambiate molto più frequentemente rispetto ai battenti degli altri strumenti.  Per quanto riguarda l'acquisto delle percussioni, se avete intenzione di suonare con una banda in genere il problema non vi tocca proprio, in quanto gli strumenti sono forniti gratuitamente dalla banda stessa. Per dovere di cronaca comunque un tamburo scozzese completo di supporto di ottima qualità costa intorno agli €850-1.000. Sconsigliatissimi i supporti di scarsa qualità, si risparmia un po' al momento ma alla lunga si paga molto di più per i dolori di schiena che causano immancabilmente. Un Tenor Drum più tracolla costa intorno ai €400-500 mentre un Bass Drum più supporto (stesso discorso di quello per tamburo...) costa più o meno come il tamburo, circa €850-1.000. 

COME SCELGO LO STRUMENTO DA COMPRARE?

Una sola raccomandazione, fatevi consigliare dal vostro insegnante o almeno da qualcuno veramente esperto. Nel caso non conosciate nessuno, potete comunque sempre rivolgervi a me, anche se in questo caso mi chiederei perché volete comprare lo strumento se non avete un insegnante... La cosa manca un po' di logica e comunque solo un insegnante che vi conosca di persona può realmente consigliare al meglio in base alle vostre esigenze e alle vostre caratteristiche fisiche. 

Qui mi sento di dare un solo consiglio, se potete evitate accuratamente di comprare cornamuse in seconda mano, a meno che non conosciate molto bene il precedente proprietario. Le cornamuse sono infatti strumenti molto delicati, risentono di qualunque minimo problema e se non siete più che sicuri che siano state trattate con tutti i dovuti riguardi rischiate di ritrovarvi i problemi di qualcun altro. Senza contare che anche dal punto di vista igienico non è esattamente il massimo comprare uno strumento così a lungo a contatto con il fiato e la saliva di un perfetto sconosciuto... 

Nel caso comunque proprio non possiate fare altrimenti, prima di iniziare a suonare una cornamusa usata installate o fatevi installare una sacca nuova da qualcuno di fiducia e cambiate il blowpipe, cioè l'insufflatore.  Attenzione anche alle cosiddette "sòle": sono sempre più diffuse truffe anche in questo campo in siti di vendita online di prodotti usati. Per esempio un mio conoscente, dopo aver acquistato proprio online una cornamusa in seconda mano da una ragazza canadese, non se l'è mai vista recapitare, eppure l'aveva pagata, e anche profumatamente...

Inoltre in molti negozi di musica in Italia, oppure anche in eBay e simili, sono in vendita cornamuse "made in Pakistan", che assomigliano sempre più alle autentiche scozzesi ma che con queste condividono appunto solo l'aspetto estetico. Questi strumenti sono del tutto impossibili da suonare correttamente, al massimo vanno bene come soprammobili ma nulla di più. Come riconoscerli? Semplice, se trovate uno strumento venduto a poche centinaia di euro è sicuramente uno di loro. Allo stesso modo se non riporta chiaramente il nome del costruttore, oppure se lo riporta ma non fa parte dei grandi nomi scozzesi (facilmente verificabili con un minimo di ricerca in internet) evitate accuratamente. Stesso discorso se non siete sicuri e avete anche solo un minimo dubbio: evitate! In ogni caso se vi rivolgete a un esperto di fiducia, che è sempre la cosa più indicata, il problema non vi si pone nemmeno. 

Per il Baghèt, essendo uno strumento a diffusione locale, anche per gli strumenti in seconda mano le truffe non sono poi così frequenti, anche se un po' di prudenza non guasta mai. Soprattutto, sarebbe sempre meglio rivolgersi direttamente ai costruttori, tutti situati tra la provincia di Bergamo e quella di Pavia. Non è affatto impossibile che oltre agli strumenti nuovi ne abbiano a disposizione anche uno usato, magari ritirato da un ex cliente che non suona più o che ha cambiato strumento. Almeno sarebbe una specie di usato certificato, e nel caso ci fossero problemi sapreste chi andare a prendere.

Tutto ciò ovviamente se proprio non potete permettervi uno strumento nuovo, che come ho già detto sarebbe la soluzione ideale. Per quanto riguarda i tamburi, anche qui la cosa è meno complicata e le truffe meno frequenti rispetto alla cornamusa scozzese ma al solito un po' di attenzione e di prudenza non guastano mai, non fosse altro perché non è affatto impossibile trovare in vendita tamburi più danneggiati di quanto vorrebbero far credere i venditori. 

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