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Le cornamuse... 

questi fantastici strumenti dotati di un timbro davvero particolare, così antico eppure così moderno!


Un suono che sembra provenire direttamente dagli albori dell'umanità e che magari si può invece ritrovare in qualche folk rock band, mentre dialoga tranquillamente con una chitarra elettrica parlandone la stessa lingua, come se i secoli, per non dire i millenni, di storia che li dividono non avessero assolutamente alcun significato!

Le cornamuse, dicevo... Ok, ma quanti tipi di cornamuse esistono, qual'è la loro storia, come sono fatte e che tipo di musica possono suonare?
Ora, non ho assolutamente la presunzione di scrivere un trattato sull'argomento, e del resto questo non è nemmeno lo scopo del mio sito. Diciamo che per completezza di informazioni, in questa pagina e in quella dedicata al baghèt voglio limitarmi a dare alcune nozioni di base sugli strumenti che suono io, senza l'intenzione di dilungarmi troppo e soprattutto senza entrare in eccessivi dettagli tecnici che potrebbero risultare noiosi ai non addetti ai lavori.

Dirò subito che con il termine generico "cornamuse" si intende una grande famiglia di strumenti, che conta al suo interno centinaia di esemplari diversi. Le cornamuse infatti, a quanto ne sappiamo attualmente, pare siano comparse più di 2.000 anni fa nel bacino del Mediterraneo. Per essere più precisi, antenati delle attuali cornamuse si possono già trovare nell'Antico Egitto, ma in questo caso si trattava semplicemente di canne provviste di ance, senza sacca né bordoni, che saranno aggiunti molti secoli dopo. Nella Bibbia, nel Libro del Profeta Daniele, scritto oltre 500 anni prima della nascita di Cristo, si fa menzione di strumenti definiti con il termine aramaico "sumponyàh" e tradotti con "zampogna" o "cornamusa" in molte versioni della Bibbia (Cfr. Da 3:5, 10, 15). Tali strumenti sarebbero stati suonati alla corte del re babilonese Nabucodonosor II, tuttavia non si sa con certezza di cosa si trattasse.  

La prima cornamusa in senso stretto, quindi provvista di sacca, di cui si hanno notizie certe compare durante l'Impero Romano: si trattava della Tibia Utricularis, e pare addirittura che lo stesso imperatore Nerone ne fosse un suonatore. Esiste a tal riguardo anche una controversa teoria secondo la quale questo imperatore, durante il famigerato incendio di Roma, avrebbe suonato proprio una Tibia Utricularis e non la lira, come vorrebbe invece una tradizione ormai entrata nell'immaginario collettivo ma del tutto priva di reale fondamento. Comunque pare che gli stessi Romani ritenessero la loro cornamusa di origine Greca o Etrusca. 

Partendo quindi dal bacino del Mediterraneo, nel corso dei secoli l'impiego delle cornamuse si è poi esteso a tutta l'Europa, a buona parte dell'Asia e al Nord Africa e ovviamente ogni popolazione ne ha sviluppato una propria variante, insieme a stili musicali e tecniche esecutive spesso anche molto diversi tra loro. Per inciso, l'uso dei bordoni, del tutto inesistenti nel mondo antico, pare essersi sviluppato soltanto in epoca medievale, e ancora oggi si possono trovare alcuni tipi di cornamusa sprovvisti di bordoni in varie parti d'Europa, Asia e Africa. 

Riguardo poi alle cause che hanno portato alla nascita di questa categoria di strumenti, l'ipotesi più accreditata è quella che indica l'aggiunta della sacca come sistema per evitare la difficile tecnica della respirazione circolare, già conosciuta nel mondo antico. In questa tecnica, l'esecutore accumula una riserva d'aria all'interno della bocca, gonfiando quindi le guance, sfruttando poi questa riserva per mantenere il suono dello strumento mentre inspira. In pratica, si tratta di inspirare ed espirare contemporaneamente, e le guance si comportano esattamente come la sacca di una cornamusa. 

Come potrete facilmente intuire non si tratta di una cosa esattamente automatica, e richiede quindi parecchio esercizio! Come se ciò non bastasse, l'impiego eccessivo delle guance porta col tempo ad alterazioni dei tratti somatici, deturpando il viso. Per evitare questi inconvenienti sarebbe così nata l'idea di aggiungere una sacca a strumenti preesistenti, permettendo in questo modo di mantenere il suono continuo, senza interruzioni, in modo molto più facile!   

In ogni caso, in questa grande famiglia, la cosiddetta "parte del leone" la fa sicuramente lei, quella che è stata soprannominata "la nobile signora", "la regina delle Highlands": la Great Highland Bagpipe, in gaelico scozzese "Pìob Mhòr", la "Grande Cornamusa", ovvero la cornamusa tipica delle Highlands scozzesi, sicuramente il tipo di cornamusa più diffusa al mondo, tanto da essere divenuta ormai un'icona delle cornamuse stesse. 

Diciamoci la verità, quando sentiamo la parola "cornamusa" la prima immagine che ci viene in mente è proprio quella di uno scozzese in kilt intento a suonare il suo amato strumento, poco importa se come dicevo al mondo ne esistono centinaia di esemplari diversi. In effetti, spesso e volentieri anche quando sentiamo la parola "Scozia" la prima cosa che il nostro cervello visualizza è sempre quell'immagine! 

Comunque, si tratta di uno strumento diffuso ben oltre i confini della sola Scozia o del Regno Unito e territori limitrofi. Per ovvi motivi, esiste infatti una forte tradizione legata a questo strumento praticamente in ogni colonia o ex colonia britannica, con Stati Uniti, Canada e Australia al primo posto. In molti altri Paesi la GHB vanta larga diffusione, basti pensare alla Germania, che conta sul suo territorio oltre quaranta pipe band e un numero imprecisato di suonatori non legati ad alcuna banda. Anche la Svizzera, nel suo piccolo, conta oltre una decina di pipe band! In Francia esistono due modi diversi per impiegare questo strumento in una banda: il primo è la classica pipe band di matrice britannica, quindi una banda composta da cornamuse e percussioni che suona prevalentemente musica scozzese. Il secondo tipo di formazione è invece la Bagad bretone, una banda che oltre alle cornamuse e alle percussioni ha in organico anche le bombarde ed esegue musica tradizionale bretone. Inoltre la Bagad può essere completata anche da altri strumenti a fiato "più convenzionali", soprattutto nei concerti, seguendo una tendenza che sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni.

In ogni caso questi sono solo alcuni esempi, in generale la GHB è uno strumento diffuso un po' in tutto il mondo, da Tokyo a Buenos Aires, da Oslo a Città del Capo passando per la Cina, l'India e il Medio Oriente. In Italia sta iniziando a prendere piede da pochi anni ma anche qui possiamo contare su alcune (poche) centinaia di appassionati, che la suonano a vari livelli, e su alcune, sempre poche, pipe band. 

Ok, ma cosa sappiamo di preciso della storia di questo strumento, a parte il fatto che, come abbiamo visto, la cornamusa scozzese... non è scozzese, o almeno non di origine? Secondo alcuni questo strumento sarebbe giunto in Scozia grazie ai Celti o ai Romani. Non dimentichiamo infatti che, sebbene i Romani non abbiano mai occupato militarmente la Scozia attestandosi più a Sud, lungo il Vallo di Adriano, di fatto qualche giro da quelle parti l'hanno fatto! Lo dimostrano i resti di vari insediamenti Romani ritrovati molto più a Nord del Vallo di Adriano, tra i quali anche i resti di un forte appena fuori la città di Inverness, alle porte delle Highlands! Il tutto senza voler considerare il Vallo di Antonino, posto a circa 160 km a nord del suo ben più famoso collega, indicativamente nella zona che collega le attuali città di Glasgow ed Edimburgo. Comunque, circa la presenza della cornamusa in Scozia in tempi antichi, in fin dei conti queste sono tutte queste congetture, delle quali non abbiamo alcun riscontro oggettivo. 

Il primo testo che fa menzione di cornamuse in Scozia risale al 1396 ed è un resoconto della battaglia di North Inch of Perth, all'epoca appena combattuta. A dire la verità, già pochi anni prima si trova un accenno alle cornamuse in territorio britannico, nei "Racconti di Canterbury" scritti da Geoffrey Chaucer a partire dal 1387 circa, ma in questo caso si tratta di Inghilterra, e non di Scozia.  Inoltre, una leggenda del Clan Menzies vorrebbe che i resti di una cornamusa tuttora in possesso di tale clan risalgano a prima del 1314. Si tratterebbe di una cornamusa suonata durante la battaglia di Bannockburn, svoltasi appunto nel 1314, ma qui siamo nell'ambito delle leggende, non di certo di fronte a inconfutabile verità storica! A proposito di leggende, se vi interessano vi rimando alla pagina dedicata al Baghèt per altre leggende che spiegherebbero il modo in cui la cornamusa è giunta in Scozia. Non le ho aggiunte qui in quanto si tratta di leggende strettamente legate al Baghèt, e inoltre in questa sede preferisco limitarmi a fatti storici comprovati.

La prima fonte iconografica la si può invece trovare nella Rosslyn Chapel, costruita tra il 1456 e il 1460 e situata a Roslin, piccolo borgo poco a Sud di Edimburgo. Qui, sul capitello di una colonna, si trova scolpita la figura di un angelo intento a suonare proprio una cornamusa. 

In ogni caso, almeno fino al XVII secolo le fonti relative alla presenza di eventuali cornamuse in Scozia sono piuttosto scarne. Le poche cose che si sanno, basandosi sull'iconografia, riguardano principalmente la struttura dello strumento, che almeno fino alla metà del XVII secolo presentava un solo bordone. Nella seconda metà del XVII secolo pare sia stato aggiunto il secondo bordone e pochi decenni dopo, agli inizi del XVIII, il terzo, dando così allo strumento un aspetto simile a quello attuale. Quando poi sia stato aggiunto il primo bordone rispetto allo strumento antico che ne era sprovvisto, di preciso non si sa. Come dicevo, pare essere un'invenzione medievale. 

Certo è che la cornamusa dell'angelo raffigurato nella Rosslyn Chapel presenta appunto un solo bordone, al pari di altre cornamuse raffigurate nell'arte medievale di vari Paesi Europei. Indicativamente fino al XIII secolo le cornamuse europee erano sprovviste di bordoni, l'aggiunta sarebbe quindi stata fatta tra il XIII e il XV secolo, sicuramente con modi e tempi diversi tra un Paese e l'altro. Non è nemmeno impossibile che la Scozia, data la sua posizione geografica, sia stata tra gli ultimi Paesi ad adottare la novità, ma le mie sono solo semplici congetture! 

Una cosa è però assolutamente certa: la GHB in tutto questo periodo era uno strumento assolutamente solista, o al massimo suonato da un numero davvero minimo di piper contemporaneamente. La base di quelle che sarebbero poi diventate le attuali pipe band è stata gettata infatti solo intorno al 1842 dalla Regina Vittoria, entusiasta di tutto quanto riguardava le Highland scozzesi!  A proposito della Regina Vittoria, fu ancora lei che nel 1843 volle per se un piper personale, tradizione che ancora continua nella Monarchia Inglese, dove anche ai giorni nostri la Regina Elisabetta II d'Inghilterra ha alle sue dipendenze un piper, il cosiddetto "Piper to the Sovereign" o "Queen's Piper". Si tratta del più alto incarico che può essere dato a un piper in servizio nelle forze armate, e il compito principale di questo musicista è quello di suonare ogni mattina alle 9.00 e per circa quindici minuti sotto le finestre della Regina. Sotto certi aspetti, si potrebbe affermare che l'Inghilterra ha conquistato la Scozia ma la GHB ha conquistato la Monarchia Inglese!

Ma torniamo a tempi più remoti. Le poche altre cose che sappiamo prima del XVII secolo riguardano il fatto che ogni capo clan aveva alle proprie dipendenze uno o più piper professionisti, il cui unico compito era quello di accompagnare con la propria musica ogni aspetto della vita del clan e del suo capo. Spesso questo ruolo, che corrispondeva a un vero e proprio titolo, era ereditario, e il piper veniva considerato secondo solo al capo clan nella scala gerarchica! Si hanno così vere e proprie dinastie di piper ereditari. Un esempio sono i celeberrimi MacCrimmon del Clan MacLeod of Skye, che hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della musica per cornamusa in senso moderno almeno a partire dal XVII secolo, se non da prima! I MacCrimmon sono anche legati a doppio filo alla nascita del Piobaireachd (v. più avanti). Altre famosissime dinastie di piper sono i MacArthur del Clan MacDonald of Sleat, i MacGregor del Clan Campbell of Glenlyon e i Rankins del Clan MacLeans of Coll, Duart and Mull. 

A partire dal 1746 e fino al 1781 si ebbe una svolta decisiva, purtroppo in senso negativo. Dopo la disastrosa sconfitta dell'esercito giacobita sul campo di battaglia di Culloden Moor, vicino a Inverness, gli inglesi vietarono agli scozzesi di far uso di qualunque cosa riguardasse la loro identità nazionale. Furono quindi banditi il tartan e il kilt, fu vietato portare armi e ovviamente anche la cornamusa venne messa al bando, tranne che per i reggimenti scozzesi inquadrati nell'esercito britannico. Fu l'inizio della fine per il sistema dei clan! La musica per cornamusa, durante quegli anni bui, venne trasmessa solo grazie all'uso della voce, quindi cantata. Qui dobbiamo anche ricordarci che all'epoca la musica per GHB non veniva scritta ma tramandata solo oralmente, quindi il divieto di suonare costituiva davvero un enorme problema per la sopravvivenza della musica tradizionale. 35 anni non sono esattamente "pochi" per una cosa simile, soprattutto se pensiamo anche alla durata della vita media a quei tempi, sensibilmente inferiore a quella attuale.

Piccola parentesi "turistica": nel caso vi capitasse di passare da Inverness consiglio caldamente una visita al campo di battaglia di Culloden. Ora c'è un bel museo dove potrete assistere alla ricostruzione virtuale della battaglia, oltre ad ammirare numerosi artefatti risalenti alla battaglia stessa. Ma la visita più suggestiva e interessante è proprio quella al campo di battaglia, dove sono stati ricostruiti esattamente gli schieramenti dei due eserciti, dove a distanza di quasi 300 anni ancora si possono vedere le buche lasciate dalle bombe dei cannoni e soprattutto dove ci sono le tombe collettive dei caduti in quel tragico giorno, divisi in base al clan di appartenenza. 

Si è trattato dell'ultima battaglia combattuta dagli scozzesi per la loro indipendenza (o forse sarebbe più indicato dire per la restaurazione di una casata scozzese, gli Stuart, sul trono britannico) ed è anche l'ultima battaglia campale combattuta nel Regno Unito. Credetemi, i funesti avvenimenti di quel lontano giorno si possono ancora percepire nell'aria, quasi sembra addirittura di poterli toccare con mano, e se ascoltate attentamente il silenzio di quella campagna, vi sembrerà di sentire le voci di quegli sfortunati, quasi un ultimo grido misto di rabbia, incredulità e sgomento di un popolo che vede sfumare il proprio sogno di libertà. 

Continuando con la storia della GHB, dopo l'annullamento del bando nel 1781 lo strumento tornò a far sentire la sua possente voce per le verdi vallate e sulle desolate scogliere della Scozia. Fiorirono varie scuole e la GHB prese sempre più piede anche all'interno dell'esercito britannico, dove ogni reggimento scozzese aveva almeno un piper.  Fu così che la GHB venne esportata in mezzo mondo, nelle colonie, e come ho già detto verso la metà del XIX secolo nacquero le prime pipe band, sempre in ambiente militare, per poi essere assimilate anche dalla società civile. Accanto alle pipe band continuò comunque la tradizione dello strumento suonato da solista, vennero scritti molti nuovi brani e si perfezionò ulteriormente la tecnica esecutiva. 

Durante il XX secolo vennero migliorate le potenzialità dello strumento, soprattutto rendendone l'intonazione decisamente più stabile che in passato. Per la cronaca, quello dell'intonazione è sempre stato un problema tutt'altro che di poco conto per le cornamuse, e in pratica solo adesso si riescono a sentire cornamuse ben intonate, anche se purtroppo non è sempre così. La differenza, rispetto al passato, è che se al giorno d'oggi sentite una cornamusa stonata la colpa è di chi suona, non più dello strumento! In Scozia a tal proposito circola una battuta che più o meno recita così: un piper è uno strano individuo che passa metà della sua vita ad accordare lo strumento, e l'altra metà a suonare stonato! Per fortuna i tempi stanno cambiando... 

Comunque, accanto ai progressi costruttivi, e forse anche grazie ad essi, si sviluppò un sistema altamente competitivo, sia in ambito solistico che di ensemble, tendenza che continua ancora oggi. In tutto il mondo si hanno così competizioni di vari livelli aperte sia ai dilettanti che ai professionisti, e non solo per i piper ma anche per i percussionisti da pipe band, i "drummer". La tecnica si sta via via facendo sempre più complessa, al punto che oggi come oggi la GHB è uno strumento di tutto rispetto, paragonabile tranquillamente per difficoltà esecutiva agli strumenti più "ostici" della tradizione classica. Nel caso vi capitasse di sentire alcuni dei migliori piper al mondo vi accorgerete senza alcun dubbio di aver davanti un musicista di altissimo livello! Questo per l'ambito solistico. A livello di pipe band invece,  anche lì si stanno raggiungendo risultati decisamente insospettabili fino a pochi decenni fa. Qui il mio consiglio è di provare a seguire almeno una volta nella vita i campionati mondiali di pipe band che si tengono ogni anno a Glasgow, generalmente nel secondo weekend di agosto. Vi partecipano bande di ogni livello provenienti da vari Paesi e ogni anno è uno spettacolo davvero unico!

Piccolo appunto: accanto alle bande dette "da competizione" esiste anche un considerevole numero di bande cosiddette "sociali", dove lo scopo non è partecipare a competizioni, ma semplicemente suonare per divertirsi e per passare qualche ora piacevole in compagnia di amici. In questo caso ovviamente il livello musicale è spesso più basso rispetto alle bande da competizione (ma non sempre), ma alla fine meritano comunque rispetto, non fosse altro che per l'amore che nutrono nei confronti della musica e della GHB. Anzi, tutto sommato forse hanno ragione loro: la musica non dovrebbe essere una competizione, dovrebbe essere solo il piacere di esprimere se stessi attraverso uno strumento musicale, senza l'ansia tipica di una gara!

A questo punto, prima di procedere, vorrei sfatare un falso mito legato alla cornamusa scozzese. In molti testi la si trova indicata anche come "War Pipes", ovvero "cornamusa da guerra", ma personalmente la cosa mi ha sempre lasciato un po' perplesso... Non voglio assolutamente dire che la GHB non sia mai stata usata in guerra, ci mancherebbe, esistono ancora oggi molte valide pipe band provenienti dall'ambiente militare, alcuni dei brani più belli per questo strumento vengono dallo stesso ambiente e uno degli eroi della Seconda Guerra Mondiale è stato proprio un piper, Bill Millin, che ha suonato sulla Sword Beach durante il D-Day, lo sbarco in Normandia avvenuto il 6 giugno del 1944.  Inoltre sicuramente in Scozia all'epoca delle guerre tra clan rivali veniva usata anche in battaglia. Appunto: "anche" in battaglia, non "solo in battaglia"! Come molti altri strumenti è stata usata sia in pace che in guerra, la cosa che mi lascia perplesso è proprio questa, perché solo alla GHB è stato dato l'appellativo di strumento da guerra? Ragionando così, dovremmo parlare anche di "War Trumpet" (tromba da guerra), "War Drum" (tamburo da guerra) e via dicendo per tutti gli strumenti musicali che nel corso dei secoli sono stati usati in battaglia!

Una curiosità riguardo Bill Millin, o "Piper Bill", come veniva chiamato. In realtà l'impiego dei piper in prima linea era stato abolito a causa dell'alto numero di morti che la Prima Guerra Mondiale aveva causato tra i suonatori di cornamusa. Durante la Seconda Guerra Mondiale quindi i piper, comunque sempre inquadrati nei reggimenti britannici, venivano normalmente impiegati solo nelle retrovie. Questo non fu però il destino di Piper Bill! Egli infatti era il piper personale di Simon Fraser, il XV Lord Lovat, il quale decise di impiegarlo in battaglia con una famosa frase, riferita al divieto appunto di impiegare i piper in prima linea: "si tratta di un ordine inglese ma tu e io siamo scozzesi, la cosa non ci riguarda"! Bill Millin sbarcò quindi sotto il fuoco dei tedeschi, e per tutta la giornata percorse la spiaggia suonando "The Road to the Isles" e "Highland Laddie", infondendo coraggio nei suoi compagni e riuscendo a salvarsi miracolosamente. 

Quando a sera chiese ad alcuni prigionieri tedeschi perché non gli avessero sparato, considerando che si trattava di un bersaglio fin troppo facile, la loro risposta fu che pensavano semplicemente fosse impazzito. Solo un pazzo infatti, secondo loro, poteva continuare a suonare in mezzo a quell'inferno, e non ritennero necessario sprecare proiettili per un pazzo, per giunta disarmato considerando che Bill Millin aveva in dotazione solo un coltello. Piper Bill si è spento il 17 agosto del 2010 all'età di 88. L'8 giugno del 2013, a Colleville-Montgomery, è stata inaugurata una splendida statua dedicata a questo eroe alla presenza di alcuni reduci del D-Day e di numerose pipe band provenienti da vari Paesi, inclusa l'Italia. Secondo il mio punto di vista, le vicende di Piper Bill dimostrano che si può essere eroi di guerra anche solo "semplicemente" suonando, e non necessariamente uccidendo! Bill Millin è anche la dimostrazione di come la musica possa esserci sempre di grande conforto, anche nei momenti più bui della Storia dell'Umanità!

Benissimo, ma come è fatta una cornamusa? Vediamolo insieme! 

Parlando in modo semplicistico, qualunque cornamusa è composta da una sacca, che viene riempita d'aria dall'esecutore, e da alcune canne atte a produrre dei suoni. Il nome inglese di questi strumenti la dice lunga sull'argomento... In inglese infatti il termine generico per "cornamuse" è bagpipes, parola composta da "bag", cioè "sacca", e "pipes" che vuol invece dire "tubi". Praticamente sono tubi in una sacca!!! Familiarmente poi le cornamuse vengono chiamate semplicemente "pipes" quindi quasi quasi ne esce che un piper è un suonatore di tubi... Davvero molto incoraggiante...! E che dire poi di una pipe band, ovvero una  "banda del tubo"?  

Sembra quasi il nome di un gruppo di criminali... e magari qualcuno li considera anche tali, se non ama particolarmente le cornamuse. Ebbene sì, esiste anche gentaglia simile!!! Infatti tutto si può dire delle cornamuse tranne che siano strumenti che scendono facilmente a compromessi. Una cornamusa non accetta la via di mezzo, o la si ama o la si odia, soprattutto la GHB che come dicevo è una "nobile signora", con tutti i vezzi del caso.

Comunque, tecnicamente parlando invece, tutte le cornamuse sono aerofoni a sacco, cioè strumenti che emettono il suono grazie a una vibrazione di aria, che viene trasmessa alle varie canne di cui è composto lo strumento passando attraverso una sacca, che funge da riserva di aria. Questa sacca permette inoltre al suonatore di mettere in funzione un certo numero di canne contemporaneamente e senza mai interrompere il suono per prendere fiato. Qui c'è da dire che il numero di canne di cui è composta una cornamusa varia da un esemplare all'altro. In ogni caso, in una cornamusa ci sarà sempre una sacca, un insufflatore che serve per immettere aria nella sacca, una o più canne su cui viene eseguita la melodia e una o più canne che tengono una nota fissa, detta "nota di bordone" e per questo chiamate appunto "bordoni". Alla base della canna della melodia e dei bordoni, nella parte che dà verso l'interno della sacca, vengono poi poste delle ance, dispositivi che permettono di mettere in vibrazione l'aria all'interno delle canne formando così il suono. Generalmente per i bordoni si usano ance semplici mentre per le canne della melodia ance doppie, ma per essere corretti questa regola non vale per tutte le cornamuse, al solito per ogni regola esiste sempre la dovuta eccezione. 

Nel caso della Great Highland Bagpipe, come potete vedere nell'illustrazione qui sotto, abbiamo una canna per la melodia, in inglese denominata "chanter". Abbiamo poi tre bordoni, uno basso (bass drone) intonato due ottave sotto la nota fondamentale del chanter, e due bordoni tenori (tenor drones) intonati invece all'unisono un'ottava sotto la fondamentale del chanter. Completano lo strumento la sacca (bag), la cover (copertina generalmente in tartan o velluto che copre la sacca), l'insufflatore (blowpipe) e la cord, che tiene uniti tra loro i bordoni.  La GHB, da bravo strumento, segue perfettamente la regola delle ance per cui il chanter ha un'ancia doppia mentre i bordoni funzionano grazie ad ance semplici. 


struttura e parti cornamusa scozzese


Riguardo i materiali con cui viene costruita, per la varie canne si usa in genere l'African Blackwood (Dalbergia melanoxylon), un legno molto duro e resistente all'umidità, anche se in passato si usavano legni reperibili sul posto come l'agrifoglio, il bosso o il maggiociondolo. 

Negli ultimi anni sono comparse sul mercato anche cornamuse realizzate in plastiche dure, come Delrin, Acetyl o Polypenco, e devo dire che spesso si tratta di strumenti più che accettabili a un prezzo ragionevole, ideali per principianti o per chi può trovarsi a suonare in situazioni meteorologiche disagevoli. 

Per quanto riguarda le sacche, tradizionalmente si usava la pelle di pecora ma al giorno d'oggi si tendono a usare sacche sintetiche oppure miste tra pelle bovina e sintetico. Il motivo è molto semplice: le sacche in pelle di pecora richiedono parecchia manutenzione e costano di più, anche se qualcuno continua a usarle in quanto danno maggiore comfort nel suonare. Riguardo le ance poi, in genere si usano ance in canna comune (Arundo donax) per il chanter e ance sintetiche per i bordoni. Le ance in canna per il chanter, infatti, permettono di avere un suono di qualità decisamente superiore rispetto alle ance sintetiche, che pure esistono. 

Per i bordoni invece, sebbene le tradizionali ance in canna abbiano un suono più caldo, si preferiscono ance sintetiche perché queste, a differenza di quelle in canna, presentano maggior resistenza all'umidità. Inoltre l'infinità di modelli e materiali oggi disponibili hanno ormai ridotto al minimo gli svantaggi rispetto alle ance in canna, dando sostanzialmente solo vantaggi. Per i materiali di queste ance, ogni produttore presenta una varia gamma, ma in genere si va dalla pasta di legno al metallo passando per varie plastiche e carbonio. 

Lo strumento è intonato su scala di Sib Misolidia, quindi in sostanza una scala maggiore con il 7° grado abbassato di un semitono. Inoltre presenta un'intonazione decisamente più alta degli strumenti per così dire "canonici". Si intona infatti sul La a 450 Hz circa, in estate anche a 455 Hz, contro i soliti 440 Hz! Questa grossa differenza nell'intonazione è dovuta a un processo storico tuttora in corso, che tende a spostare sempre più in alto l'intonazione dello strumento, per avere un suono più brillante e in definitiva più incisivo. La cornamusa per così dire "storica" era infatti intonata in La. Col tempo si è iniziato ad alzarne sempre più l'intonazione fino ad arrivare all'intonazione attuale. Ancora oggi si stima, confrontando le pipe band migliori che ogni anno si sfidano nei mondiali, che la tendenza sia di crescere di intonazione in media di 1 Hz all'anno! Insomma, ancora un po' di anni e, se la tendenza non si ferma, avremo cornamuse in Si... 

La reminiscenza di quel passato ormai piuttosto lontano (ma non troppo), quando la GHB era intonata in La, si ha tuttavia ancora adesso nelle partiture, scritte sempre in La.  

In ogni caso esistono anche chanter pensati per essere intonati a 440 Hz, nel caso si debba suonare con altri strumenti, così come alcuni costruttori propongono ancora, accanto a quelle in Sib, cornamuse in La.

Cambiando argomento, una cosa che invece non si può assolutamente dire è che tutte le cornamuse siano strumenti a fiato! Esistono infatti cornamuse dove la riserva d'aria non viene immessa nella sacca sfruttando il fiato dell'esecutore, bensì attraverso l'utilizzo di un mantice che il musicista aziona col gomito, come nel caso dell'Uilleann Pipes irlandese. Si possono così dividere le cornamuse in strumenti ad aria calda, quando si sfrutta il fiato per la riserva d'aria, e strumenti ad aria fredda quando invece si ricorre al mantice.  

Dal punto di vista organologico, tutte le cornamuse sono strumenti piuttosto semplici. Generalmente, sono in grado di fare una scala di poche note, normalmente un'ottava o poco più, e per giunta permettono ben pochi cromatismi, trattandosi di strumenti perlopiù diatonici. Inoltre non sono in grado di eseguire dinamiche, cioè variazioni di volume, e pause, dal momento che sono strumenti a suono continuo. Vengono così a mancare alcuni degli elementi fondamentali sui quali si basa l'espressività musicale occidentale, quali sono appunto l'utilizzo di dinamiche e l'alternanza di note e silenzi. Non dimentichiamoci infatti che la musica non è fatta solamente di suoni, ma anche di pause! 

Queste presunte "lacune" non costituiscono tuttavia un limite all'espressività musicale delle cornamuse. Semplicemente, la tecnica esecutiva si è sviluppata col tempo in modo tale che l'assenza di dinamiche e pause viene compensata dall'utilizzo di abbellimenti. Per ogni cornamusa esiste infatti un sistema di ornamentazioni che permettono di dare espressività anche a uno strumento che di suo ne avrebbe ben poca. Queste ornamentazioni variano da uno strumento all'altro in base alle caratteristiche dello strumento stesso, ma anche del tipo di musica tradizionale della zona nella quale una determinata cornamusa si è sviluppata. 

Nel caso della cornamusa scozzese, la tecnica esecutiva prevede un sistema molto ben schematizzato di abbellimenti, alcuni dei quali anche molto complessi e di difficile esecuzione, portando l'espressività di questo strumento a livelli tali che ben poche altre cornamuse riescono a eguagliarla. Questo discorso è ancor più valido se si considera che la GHB è caratterizzata da un suono molto squillante e potente, cosa che rende ancor più difficile riuscire a ottenere una buona resa espressiva. 

Al solito e per amor di completezza, va detto comunque che esistono cornamuse in grado di alternare suoni e silenzi, come ad esempio l'inglese Northumbrian Smallpipes e la già citata irlandese Uilleann Pipes. Entrambi questi strumenti inoltre, grazie a un sistema di chiavi di cui possono essere dotati, sono in grado di emettere un discreto numero di cromatismi. Come se ciò non bastasse, la loro estensione va ben oltre la prima ottava, arrivando a coprire due ottave complete e in alcuni casi anche oltre!

Passiamo ora alla musica che si può suonare con questi strumenti.

In linea di massima, con tutte le cornamuse il repertorio spazia principalmente tra marce, danze e arie lente. Nel caso della Great Highland Bagpipes si possono avere vari tipi di marce, suddivise in base al tempo musicale. Si hanno così marce in 2/4, 3/4, 4/4 e 6/8, ma esistono anche rare marce in tempo di 5/4. Per quanto riguarda le danze, principalmente avremo Jigs, Reels, Hornpipes e Strathspeys, tuttavia anche qui esistono altre forme, quali per esempio il Valzer, sebbene poco diffuse. Oltre a questo, il repertorio si completa con arie lente (slow airs), inni e canzoni. Le forme musicali finora elencate, prese nell'insieme, vanno a costituire la Ceòl Beag, termine gaelico che significa "musica leggera" per cornamusa. Mi sia concesso un piccolo commento, personalmente non amo molto la definizione "musica leggera" perché farebbe presupporre che tutta l'altra musica dovrebbe essere "pesante" ma tant'è, ormai tale terminologia è divenuta di uso comune... Allo stesso modo non amo la definizione "musica colta", vorrebbe dire che il resto della musica è "ignorante" ma anche qui siamo alle solite!

Oltre alla Ceòl Beag, esiste un'altra forma musicale, la Ceòl Mòr, cioè la "grande musica" per cornamusa scozzese. Questa forma è rappresentata dal Piobaireachd (o Pibroch, lett. "musica per cornamusa"), una sorta di tema con variazioni che si fanno via via sempre più complesse e che viene considerato a ragione la musica classica, per non dire la vera musica, per la Great Highland Bagpipe.

Per spiegare in modo semplice cosa è un Piobaireachd, stile spesso avvertito come ostico da chi gli si avvicina per la prima volta, dirò semplicemente che si tratta di un volo della fantasia. Se vi capita di sentirne uno, provate a immaginare di essere un uccello, dapprima a terra ma che poi si alza in volo, magari verso le vallate delle Highlands, per poi tornare a terra, su una scogliera a picco sul mare e sferzata dal vento... Fatevi trasportare dalla musica, senza pensare eccessivamente alla melodia, seguite solo le sensazioni che questa musica trasmette, e ne trasmette davvero di forti per chi la sa ascoltare. Ecco, il Piobaireachd è proprio questo, in definitiva l'anima stessa della Scozia e della GHB!

Vedrete che in questo modo, quella che prima vi sembrava quasi una successione di note senza senso inizierà a prendere lentamente forma e significato. Come si dice: "nove piccole note", tante è in grado di produrne la GHB... sì, ma che Musica!!!!!

A questo punto forse avrete notato che spesso tendo a usare il nome "Great Highland Bagpipe" al posto del più pratico "cornamusa scozzese". Il motivo è molto semplice: la Great Highland Bagpipe non è assolutamente l'unica cornamusa nata in Scozia! Accanto ad essa, anche se in tempi più recenti, si sono sviluppate altre cornamuse come la Scottish Smallpipes, la Scottish Border Pipes, la Reel Pipes e l'Highland Musette. 

Per finire, aggiungo solo che le forme musicali che ho elencato finora sono quelle tradizionali per cornamusa. Esiste però anche un ampio mondo musicale dove la cornamusa scozzese viene impiegata in ambito Celtic Rock, come dicevo all'inizio accanto a chitarre elettriche, batterie, bassi elettrici, tastiere e via dicendo, spesso con risultati anche notevoli! A dirla tutta ci sono perfino cornamuse elettroniche, molto utili se usate con una band, non avendo problemi di intonazione e di amplificazione, discorso sempre molto delicato con gli strumenti acustici. 

Certo, la qualità del suono non è paragonabile a quella delle cornamuse acustiche, ma con l'ausilio di supporti audio e di software di buona qualità si ottengono comunque risultati soddisfacenti. Del resto, considerando che anche con lo strumento acustico riprodurre fedelmente il suono una volta amplificato non è affatto semplice, anzi... alla fine in una band ritengo sia meglio usare uno strumento elettronico, visto che comunque un po' si perde nel casino che fanno gli altri strumentisti e che almeno non risente degli sbalzi di temperatura che si hanno su un palco, tra luci e via dicendo! 

Un'ultimissima cosa, promesso: nel caso abbiate intenzione di acquistare una GHB fatevi consigliare da un esperto, se non avete a chi rivolgervi chiedete pure a me, ma non acquistate senza conoscere! Dovrebbe essere una regola dettata dal buonsenso ma spesso ce ne dimentichiamo... Soprattutto, se vedete in vendita in un negozio di strumenti musicali in Italia una cornamusa a poco prezzo giratene accuratamente alla larga. Qui da noi infatti si trovano solo strumenti "Made in Pakistan" di qualità davvero infima, molto più soprammobili che veri e propri strumenti musicali, assolutamente impossibili da suonare! 

Al limite in Italia trovate qualche importatore, ma di sicuro non hanno un negozio di strumenti, al massimo un sito internet. Però anche qui, chiedere consiglio a chi se ne intende non è mai male, un po' perché anche le cornamuse "Made in Scotland" non sono sempre poi così buone e si rischia di spendere di più per uno strumento di qualità inferiore, e un po' anche perché c'è sempre qualcuno che approfitta dell'ignoranza (in senso buono) e della buona fede altrui per vendere strumenti a prezzi decisamente più alti del dovuto... 

Grazie per l'attenzione, se siete arrivati fin qui avete dimostrato di essere dotati decisamente di una buona resistenza !

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