Lezioni cornamusa scozzese Baghèt

Se ormai siete decisi a iniziare a suonare uno strumento e volete sapere come lavoro io prima di decidere di affidarmi totalmente il vostro futuro musicale, in questa pagina vi fornisco alcune informazioni di base. 

Inizio con l'elencare le tipologie di lezione disponibili:

  • Lezioni individuali private dal vivo della durata di 60 minuti
  • Lezioni individuali private online (Skype) della durata di 60 minuti
  • Lezioni individuali presso scuole di musica o associazioni
  • Lezioni collettive presso scuole di musica o associazioni

Il costo delle lezioni varia in base alla tipologia e soprattutto alla distanza che devo percorrere per raggiungere la sede dei corsi. La durata delle lezioni presso scuole di musica o associazioni è da concordare, per cui se volete imparare a suonare oppure se avete intenzione di organizzare corsi di Baghèt, cornamusa o percussioni scozzesi contattatemi per discutere i dettagli. 

In linea di massima considero la durata ideale delle lezioni di 60 minuti per le lezioni individuali e di 120 minuti per quelle collettive, comunque sono aperto a valutare anche soluzioni alternative.

Riguardo le lezioni in Skype, in genere le consiglio solo ad allievi che abbiano già delle basi abbastanza solide sullo strumento, dal momento che al computer è molto più difficile per l'insegnante accorgersi dei piccoli difetti di impostazione, visto che spesso le webcam forniscono le immagini un po' sfasate rispetto al suono. Insomma, le lezioni online sono ottime per lavorare sull'espressività dei brani ma poco indicate invece per lavorare sull'aspetto tecnico. In ogni caso richiedono una connessione internet veloce e stabile e una buona qualità del pc nella riproduzione del suono, altrimenti diventano semplicemente controproducenti.

Riguardo le lezioni collettive, a mio avviso il numero ottimale di partecipanti è di 4 o al massimo 5 persone. Dal momento che non siamo macchine e ognuno ha propri tempi e modi di apprendimento, un numero maggiore di iscritti diventa controproducente per tutti, considerando che dopo le prime lezioni si crea sempre un divario nel livello dei vari partecipanti.

Per questo motivo io consiglio le lezioni collettive solo in due casi: per principianti assoluti oppure per una classe composta da allievi a un livello già abbastanza avanzato che vogliono lavorare su alcuni brani per creare un repertorio comune, come può essere ad esempio nel caso di una banda, per intenderci. 

Per lezioni collettive con principianti assoluti consiglio di organizzare una serie di 10 o al massimo 15 incontri, in pratica quanto basta per fare un'introduzione allo strumento e alla musica, che più o meno è uguale per tutti. In seguito è molto meglio puntare alle lezioni individuali, decisamente più produttive dal momento che l'insegnante può ritagliare un programma basato sulle esigenze e capacità del singolo allievo, cosa ovviamente impossibile da fare con le lezioni collettive.

Secondo il mio punto di vista, un buon insegnante deve sì avere un programma didattico di base a cui attenersi, ma deve anche possedere l'elasticità mentale necessaria per adattare il proprio programma alle necessità di ogni allievo. Come ho detto sopra infatti, fortunatamente non siamo tutti uguali.

C'è chi ha più tempo da dedicare allo studio rispetto ad altri, come c'è chi impara più in fretta una cosa piutosto che un'altra, e magari invece fa fatica dove altri non trovano nessuna difficoltà, oppure capisce meglio una cosa spiegata in un determinato modo piuttosto che in un altro. 

L'insegnante per essere valido deve sapersi adattare a ogni esigenza e deve essere in grado di spiegare ogni cosa in molteplici modi diversi. Insegnanti troppo rigidi nel seguire la propria linea didattica o il proprio modo di spiegare non hanno mai portato a nulla di buono!  

Cambiando argomento, nel caso ve lo chiediate è assolutamente impossibile stabilire a priori il numero di lezioni necessarie a un allievo per raggiungere un buon livello sullo strumento. Quando una persona inizia a suonare, ben poche cose sono certe. Tra queste, il fatto che non si inizia direttamente sullo strumento, ma si usa un practice chanter per le cornamuse e un practice pad per le percussioni, e che sarà un viaggio lungo anni o anche decenni. In effetti, in musica come nella vita non si finisce mai di imparare, per cui l'apprendimento teoricamente potrebbe non avere mai fine. 

Quanto tempo ci voglia prima di passare allo strumento vero e proprio e quanti anni si passeranno poi frequentando lezioni sono cose che dipendono da un mucchio di fattori e anche ovviamente da scelte individuali, nel senso che sta a ognuno di noi decidere a che punto si sente soddisfatto del livello raggiunto, in base alle proprie aspirazioni. 

Volendo a tutti i costi fornire dei tempi per il passaggio allo strumento, si possono calcolare da pochi mesi a un massimo di due anni per la cornamusa scozzese e da pochi mesi a un massimo di un anno per Baghèt e percussioni scozzesi. Ovviamente nel mezzo ci sta tutto un mare di varianti legate al tempo che si ha a disposizione per lo studio e alle capacità individiali, incluso il fatto che si conosca già o meno le musica. Un allievo che sappia già leggere la musica infatti partirà molto avvantaggiato rispetto a uno che parte da zero, dal momento che potrà concentrarsi solo sulla tecnica strumentale, progredendo più rapidamente.  

Sicuramente però tutti possono imparare a suonare uno strumento musicale, salvo ovviamente il caso di impedimenti fisici. Recentemente mi sono sentito dire da una persona che si reputa un insegnante di musica, che secondo lui se un allievo non progredisce rapidamente è sicuramente il caso di consigliargli di smettere perché, parole di questo cosiddetto insegnante, "non possiamo fare tutto nella vita".

Bene, per farvi capire come ragiono io, questo modo di vedere l'insegnamento è diametralmente opposto al mio. Io consiglio di smettere solo se vedo che un allievo è svogliato oppure non sa bene dove vuole arrivare. In questi casi effettivamente considero l'andare avanti una perdita di tempo e soldi da parte sua, e gli consiglio appunto di rinunciare a suonare, pur lasciandogli ovviamente possibilità di scelta. 

Per il resto, non considero l'imparare a suonare alla stregua di una gara, per cui, per dire, se un allievo non raggiunge un determinato livello entro un anno vuol dire che deve per forza cambiare attività. 

lezioni di cornamusa scozzese, great highland bagpipe

Magari l'allievo in questione ha solo bisogno di più tempo per studiare o comprendere una determinata cosa. Oppure ha semplicemente bisogno di cambiare insegnante, trovandone uno che lo considera un essere umano con i propri modi e tempi di apprendimento piuttosto che un numero che deve per forza produrre qualcosa in un determinato arco temporale...

Per imparare a suonare servono solamente due cose: passione e voglia di studiare, il resto viene col tempo!

Per finire, parliamo del materiale didattico. Nel caso del Baghèt faccio usare un metodo che ho scritto io, intitolato "Suna ol Baghèt" (che vuol dire "Suona il Baghèt" in dialetto bergamasco) così come per il tamburo scozzese, per chi inizia da zero e deve quindi imparare a leggere la musica, faccio usare un altro metodo scritto da me, intitolato "Il Tamburo tra Tecnica e Realtà". Insomma, bisogna pure alimentare il commercio, eh eh eh! Per chi studia Tenor Drum, Bass Drum oppure per gli allievi di tamburo più avanzati invece fornisco io il materiale didattico, prendendo esercizi vari in base alle capacità e alle esigenze dell'allievo. 

Stesso discorso per gli allievi di cornamusa scozzese. Dal momento che ritengo i metodi attualmente in commercio in larga parte inadeguati per chi deve imparare a leggere la musica, preferisco usare materiale didattico scritto da me nel corso degli anni. Chissà, magari un giorno o l'altro mi deciderò a metterlo in ordine e a riunirlo in un metodo, ormai ho preso la mano con questa cosa... 

Forse vi chiederete perché non ci sono già in giro metodi da me considerati validi per cornamusa scozzese. Devo dire che avendo frequentato a lungo, e in parte ancora frequentando, corsi in Scozia, anche con insegnanti di altissimo livello, questo fatto non mi stupisce più di tanto. 

Mi sono infatti accorto che anche i piper migliori, per quanto ovviamente bravissimi sullo strumento, per loro stessa ammissione hanno alcune lacune nella preparazione musicale teorica, e spesso fanno fatica a leggere ritmiche per me anche piuttosto semplici. Il problema nasce dal fatto che, in base al modo scozzese di insegnare, lo strumento viene appreso in parte leggendo la musica ma in parte anche oralmente, come del resto si è fatto per millenni prima dell'invenzione della scrittura musicale e come ancora oggi si fa in molte culture. 

Questo per certi versi può essere un bene, nel senso che slega l'esecuzione dalla lettura della musica, dando più libertà espressiva. Del resto tutte le cornamuse vengono suonate senza avere davanti uno spartito, imparando quindi i brani a memoria, sia oralmente che partendo dalla parte scritta, in base al tipo di cornamusa. 

Dall'altro lato però questo atteggiamento rende l'allievo dipendente da altri esecutori, nel senso che se una persona non ha una buona lettura musicale deve affidarsi necessariamente all'ascolto di altre esecuzioni per sapere com'è un brano. E questo invece è decisamente un male, perché limita l'interpretazione del brano, che in questo modo sarà sempre condizionata dalla versione ascoltata nell'impararlo.  

Per evitare questo inconveniente, sicuramente anche per via della mia educazione musicale classica, preferisco formare allievi che siano perfettamente in grado di leggere un brano senza bisogno di aiuti esterni. Una buona capacità di lettura sarà sempre la benvenuta quando si parla di imparare un brano nuovo, perché accelera di molto il processo di apprendimento dello stesso, e non limita affatto la possibilità di imparare un brano anche oralmente, nel caso ce ne fosse la necessità, al massimo la integra.

Del resto, io sono perfettamente in grado di imparare un brano solamente leggendolo, solamente ascoltandolo, oppure mischiando entrambe le cose, e questa per me è la formazione musicale migliore che si possa avere, essendo semplicemente la più completa!

Bene, nel caso abbiate domande sulle lezioni vi invito a visitare questa pagina, dove ho cercato di rispondere ai principali dubbi che attanagliano la mente di un neofita, oppure a contattarmi personalmente. 

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