percussioni scozzesi

Se l'origine delle cornamuse è da ritenersi piuttosto oscura, è del tutto impossibile tracciare invece l'origine dei tamburi. In generale, gli strumenti a percussione sono considerati i più antichi mai usati dall'essere umano, forse usati addirittura prima ancora di imparare a usare la voce per cantare. Questo sarebbe dimostrato dal fatto che alcune scimmie, che ovviamente non cantano, possono però percuotere oggetti in modo ritmico per scopi comunicativi e sociali. 

Comunque, agli albori dell'umanità i nostri antenati usavano probabilmente delle semplici pietre percosse tra di loro oppure con l'ausilio di bastoni o ossa. Insomma, come si può riscontrare ancora oggi nei percussionisti, categoria che non risente assolutamente di milioni di anni di evoluzione e in cui è più evidente il legame scimmia-uomo, qualunque cosa è buona per far casino, ora come allora!  

Col passare del tempo gli uomini preistorici impararono che c'era un modo ancora migliore per far rumore: tendere una pelle animale su un fusto cilindrico in legno o in terracotta che, fungendo da cassa di risonanza, ne amplificasse il suono rendendolo udibile anche a chilometri di distanza. Erano nati i primi tamburi. In tempi relativamente brevi si diffusero un po' ovunque, venendo usati per comunicare a distanza forse prima ancora che per accompagnare musica e danze.

In seguito, con la comparsa di civiltà più avanzate, questi strumenti vennero introdotti negli eserciti, dove svolgevano molte funzioni di grande importanza. Venivano impiegati infatti per trasmettere ordini durante una battaglia, mantenendo quindi la funzione comunicativa, ma anche per cadenzare il passo dei soldati durante le lunghe giornate di marcia e per spaventare il nemico con il rumore.

Ovviamente non era il rumore in sé a impaurire l'avversario, i guerrieri dell'epoca non erano così fifoni da farsi spaventare con un po' di casino. L'idea era invece che maggiore era il numero dei tamburi, quindimaggiore era il rumore prodotto, e maggiore era il numero dei soldati nemici. E questo sì che poteva spaventare! Per la cronaca, anche le cornamuse per un certo periodo sono state usate anche con questa funzione (ma non solo con questa funzione, come qualcuno vorrebbe far credere...). 

Proprio in ambito militare si è iniziato a usare bande di cornamuse e percussioni, le cosiddette "pipe band". Notate bene però, solo in tempi piuttosto recenti! Come spiego nella pagina dedicata alla cornamusa scozzese infatti questa forma di ensemble musicale risale più o meno al 1842 quando, grazie allo sconfinato amore che la grande Regina Vittoria nutriva per tutto quanto riguardava le Highlands e la Scozia in generale, i reggimenti scozzesi in servizio nell'esercito britannico vennero appunto dotati di bande di cornamuse e percussioni.

percussioni scozzesi

Ad onor del vero la cosa non era del tutto nuova, nel senso che già in precedenza ogni reggimento aveva un piper o un piccolo gruppo di piper al suo interno, ma non erano organizzati in bande numerose e soprattutto non erano accompagnati da percussionisti. 

Qualcuno sostiene che l'idea di unire cornamuse e percussioni sia nata basandosi sulle bande di Fife and Drums, cioè flauti e tamburi, già presenti nell'esercito britannico da secoli e mutuate dall'esercito svizzero, Paese in cui sono nate, più precisamente nella città di Basilea. Per come la vedo io è sicuramente possibile, anche se a metà Ottocento erano già operative da secoli anche le classiche bande militari formate da ottoni, legni e percussioni, quindi è difficile dire con esattezza cosa abbia ispirato la nascita delle pipe band.

Sicuramente va detto che come idea di organico Fife and Drum Corps e Pipe Band hanno molto in comune, anche se flauti e cornamuse in genere stanno su due pianeti musicali differenti e tendono per esperienza anche a sopportarsi poco.  A proposito di Fife and Drums e di Basilea, permettetemi una piccola divagazione, che ritengo però importante perché strettamente collegata al tamburo rullante moderno, sia quello in uso nelle pipe band che quello usato in altre formazioni musicali e perfino nella batteria.

I Fife and Drums Corps sono nati come evoluzione dello strumento musicale medievale Tabor, un tamburo in genere di piccole-medie dimensioni che veniva suonato in coppia con un flauto a tre fori da un solo esecutore. In pratica lo strumentista teneva il tamburo a tracolla o appeso al polso sinistro percuotendolo con un battente tenuto con la mano destra. Con la mano sinistra suonava il flauto, eseguendo semplici melodie. Questo stile esecutivo lo si trova anche nel tamburo provenzale tradizionale, ancora oggi esistente, anche se in questo caso si usano tamburi più grandi dei loro antenati medievali. 

Il Tabor medievale presentava sulla pelle risonante (per intenderci quella sotto, che non viene percossa) una o più corde in budello animale, tesa in modo da vibrare insieme alla pelle stessa per produrre una specie di brusio che secondo alcuni serviva anche per coprire eventuali difetti nell'intonazione del flauto. Questa sua caratteristica lo rende un probabile antenato del tamburo rullante attuale, insieme al Davul di origine turca. Benissimo direte voi, ma nelle pipe band non ci sono solo i tamburi rullanti come strumenti a percussione! Vediamo allora insieme i tre tipi di tamburo usati, analizzando brevemente la struttura e la tecnica esecutiva. Vedremo così anche cosa c'entra la città di Basilea, il cui contributo alle pipe band non si limita solamente ai Fife and Drum Corps. 

SNARE DRUM (tamburo rullante)

Si tratta dello strumento principale tra le percussioni della pipe band, oltre che il più complesso sia da un punto di vista costruttivo che di abilità tecnica esecutiva. L'insieme dei rullanti costituisce il Drum Corps, una delle tre sezioni di una pipe band insieme alla Pipe Section (le cornamuse) e alla Bass o Mid Section (Bass Drum e Tenor Drum). Il numero di rullanti in una banda è in genere più o meno di un tamburo ogni tre cornamuse, e lo strumentista più abile o con più esperienza assume il titolo di Leading Drummer (o Lead Drummer), diventando il caposezione di tutte le percussioni. Lo snare drum è costituito da un fusto in legno, in genere acero o betulla, posato all'interno di una struttura in alluminio che permette di montare pelli ad alta tensione in Kevlar.

A differenza dei normali rullanti diciamo "da batteria" infatti il tamburo scozzese richiede un suono molto secco che ben si amalgama con il suono delle cornamuse, alle quali fa da contrappunto ritmico aggiungendo anche dinamiche che le cornamuse per loro natura non possono eseguire. Questo richiede appunto pelli battenti (le superiori, che vengono percosse) in kevlar, materiale che resiste a tensioni estreme. Per poter raggiungere queste tensioni, impossibili con le normali pelli da tamburo in mylar, le viti che portano in tensione la pelle non possono essere montate sul fusto in legno come nei normali rullanti, ma richiedono appunto una speciale struttura metallica che regga la tensione.

Le pelli risonanti sono invece in mylar. Il kevlar infatti non potrebbe vibrare e quindi mancherebbe al compito di pelle risonante. Sotto ogni pelle, inclusa la battente e quindi all'interno del tamburo, è montato un sistema di fili metallici chiamato "cordiera" che ha la stessa funzione della corda in budello del Tabor, anche se purtroppo non serve a coprire i difetti di intonazione delle cornamuse...  La tecnica esecutiva e la notazione derivano in larga parte dal tamburo di Basilea, quello in uso nei Fife and Drum Corps e dal quale discendono più o meno direttamente tutte le tecniche esecutive del tamburo occidentale contemporaneo. In pratica il tamburo di Basilea è un po' il nonno di tutti gli stili di tamburo attuali e della tecnica della batteria, anche se poi ogni Paese ha sviluppato una variante propria, con gli Stati Uniti a farla da padrone anche in questo ambito.

Per fortuna il tamburo scozzese si mantiene bene alla larga dallo spirito casinista da cowboy (parere personale, ci mancherebbe) proprio del tamburo americano, preferendo al rumore e all'aspetto coreografico quello musicale, dotandolo per giunta di un'eleganza propria davvero unica in ambito percussionistico. In comune con il tamburo americano e con quello di Basilea ha comunque i Rudiments (rudimenti), un sistema codificato di sequenze di note e maneggi (le mani da usare) che hanno l'ingrato compito di complicare parecchio la vita del percussionista, che avrebbe altrimenti a che fare con uno strumento che permette di eseguire solo due cose: il colpo secco e il rullo.

Il sistema dei Rudiments si occupa proprio di incasinare il modo in cui queste due cose vengono eseguite, facendo sudare un po' l'esecutore, non che magari rischi di annoiarsi... Tra i personaggi che hanno influenzato maggiormente lo stile esecutivo attuale abbiamo Jimmy Catherwood negli anni '20 del Novecento, il grandissimo Alex Duthart, attivo fino agli anni '80 dello stesso secolo, e il contemporaneo Jim Kilpatrick, un'autentica leggenda vivente del pipe band drumming, nonché uno dei più grandi percussionisti mai esistiti in tutto il mondo.

TENOR DRUM (tamburo tenore)

Con il loro timbro e l'intonazione intermedia tra il suono acuto degli snare drum e quello grave del bass drum servono musicalmente ad amalgamare il suono delle percussioni e in generale di tutta la pipe band. Forniscono inoltre all'esibizione un aspetto coreografico grazie all'uso del Flourishing, un insieme di tecniche complesse che consistono nel far roteare i battenti tra un colpo e l'altro.  Le prime pipe band erano sprovviste di tenor. Per quanto possa sembrare assurdo, i primi tenor vennero introdotti esclusivamente con lo scopo di "fare scena". In pratica si limitavano al Flourishing senza suonare una sola nota!

In seguito iniziarono a suonare colpi tutti all'unisono, mantenendo ovviamente anche il Flourishing. Questo sistema di esecuzione viene mantenuto anche oggi dalle bande di livello più basso. Le bande migliori prevedono invece un insieme di tenor di varie misure, e quindi di varie intonazioni, che creano per così dire una "melodia ritmica", incastrando i colpi dei vari strumentisti in sequenze anche molto complesse. Da un punto di vista strutturale, sono costituiti da un fusto in legno sul quale vengono montate due pelli in mylar, ovviamente una battente e una risonante. Sono intonati in modo molto preciso e vengono suonati con battenti rivestiti, come dire, in tessuto "peloso", una specie di peluche, per intenderci.  

BASS DRUM (grancassa)

Il cuore pulsante della pipe band, sicuramente lo strumento di più facile esecuzione ma anche quello con uno dei compiti più delicati. Tocca infatti al Bass dare il tempo del brano a tutte le sezioni, ovviamente in accordo con il Pipe Major, cercando di mettere d'accordo cornamuse e snare, che data la loro natura di primedonne tendono un po' sempre ad andare ognuno per la propria strada. Come struttura è uguale in tutto e per tutto al tenor, solo che è moooolto più grande, pesante, e causa anche qualche problema nel vedere eventuali ostacoli che si possono parare davanti mentre si cammina. Per questo motivo il bass drummer, cioè il suonatore di grancassa, in genere cammina leggermente in diagonale, dando un po' l'impressione di aver bevuto troppo. O almeno, questa è la scusa che solitamente ti forniscono i bass drummer quando chiedi loro perché camminano così, ma calcolando il grande amore che nutrono per la birra non saprei dire quanto corrisponda a verità... 

Per finire, in queste foto trovate un esempio di tutti e tre gli strumenti:

SNARE DRUM

snare drum scozzese, tamburo rullante

 

TENOR DRUM

tenor drum scozzese

 

BASS DRUM

bass drum scozzese, grancassa
 

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